Ieri il treno in oggetto è rimasto bloccato.
Domande senza risposta.
Perchè restare fermi per almeno un'ora alla stazione di Nervi senza ricevere alcuna informazione?
Perchè rimanere immobili, mentre gli IC viaggiavano tranquillamente?
Cittadini di serie A e B.
giovedì 20 febbraio 2014
sabato 28 dicembre 2013
Frana di Pontedecimo: interrotta la linea ferroviaria tra Bolzaneto e Busalla
La circolazione ferroviaria tra le stazioni di Bolzaneto e Busalla rimarrà
interrotta per tutta la giornata di oggi, 28 dicembre, con i seguenti
provvedimenti:
I I treni impostati da
Genova a Arquata/Novi via Busalla percorreranno l'itinerario alternativo via
Mignanego. Da Ronco Scrivia sarà possibile proseguire per Busalla con bus
sostitutivo con cadenza oraria dalle 5.00 (dalle ore 5.30 per il bus da Busalla
a Ronco).
I treni impostati da
Genova a Busalla e viceversa saranno limitati/originari alla/dalla stazione di
Genova Bolzaneto, dove dalle ore 6.30, sarà attivo un servizio sostitutivo di
bus con cadenza oraria con destinazione Busalla, e viceversa. I bus
percorreranno via autostrada.
·
Le località di Genova
S. Biagio, Genova Pontedecimo e Piano Orizzontale dei Giovi saranno
raggiungibili solo con i mezzi del trasporto pubblico locale stradale (per/da
Piano Orizzontale, eventualmente si potrà fruire della vicina fermata di
Mignanego).
Mobilità clienti
fascia oraria 6.00-9.00 direzione Genova:
a)
Da
Busalla: bus sostitutivo per
Ronco con cadenza oraria a partire dalle ore 5.30. Bus sostitutivo per
Genova Bolzaneto con cadenza oraria a partire dalle ore 6.30 (via
autostrada).
b)
Da
Ronco: treni in partenza
(deviati via Mignanego) – Treno Reg. 21101 ore 4.43 – Reg. 21103 ore 5.43 - Reg.
21105 ore 6.04 – Reg. 21107 6.43 – Reg. 21109 ore 6.58 – Reg. 21113 ore 7.41 –
Reg. 21117 ore 8.41
c)
Da
Bolzaneto: treni in partenza
(originari da Bolzaneto) – Treno Reg. 21111 ore 7.40 – Reg. 21115 ore
8.40
Il CRM sarà
presenziato per l’intera giornata e raggiungibile attraverso i contatti di cui
sotto.
Tel.
010 274 4458
attivo dal lun al ven dalle 7.00 alle 19.00
n° verde 800098781 attivo da rete
fissa dal lun al ven dalle 7.00 alle 19.00
@fsnews_it
domenica 15 dicembre 2013
La nuova legge regionale sul trasporto pubblico locale, un primo importante passo verso la gestione integrata della mobilità
Al termine
di un processo assai lungo e complesso cui abbiamo partecipato attivamente
attraverso una serie di audizioni presso le competenti Commissioni del Consiglio Regionale della Liguria e dove
abbiamo presentato successive memorie ed osservazioni sul testo di legge in
itinere, ci sentiamo in dovere di fare un primo bilancio del lavoro svolto
anche in considerazione dell’importanza che tale legge assume nel panorama
della governance del trasporto pubblico della nostra regione.
Il testo della nuova legge regionale sul trasporto pubblico locale (LR 33/2013) appare significativamente migliorato
nell’impostazione rispetto alle versioni precedenti.
Abbiamo riscontrato con
soddisfazione che molte modifiche da noi suggerite sono state via via integrate
nelle versioni successive della legge, fino a quella finale votata dal
Consiglio.
In primis la scelta di adottare,
come da noi auspicato, una Agenzia per
la mobilità regionale (dopo aver abbandonato la scelta di formare una non
meglio precisata azienda unica regionale), può essere determinante, se ben
realizzata, a dare un assetto più organico alla governance complessiva del
settore, aiutando a fare chiarezza sulle varie competenze dei soggetti
coinvolti.
E’ infatti di basilare importanza rispettare il principio che se
sono Giunta, Consiglio ed Enti locali i soggetti chiamati a dare gli indirizzi
politici di base e a fissare gli obiettivi in termini complessivi e le linee
guida del settore, è altresì di basilare importanza che tali indirizzi trovino
la loro realizzazione attraverso le competenze presenti negli organismi tecnici
(l’Agenzia, con i suoi vari organi) sulla base di analisi costi-benefici rigorose
e di valutazioni che permettano di scegliere il miglior servizio al miglior
prezzo e con la migliore qualità possibile.
A dire il vero, e nonostante rispetto alle bozze precedenti si noti il
tentativo di rendere più integrati, da
un lato, gli organismi politico-decisionali e all’altra gli organismi
tecnico-gestionali, ci sembra che il sistema che la legge prefigura soffra
ancora di una certa “slegatura” tra le diverse componenti. Non ci sembra quindi
superfluo ribadire che per ottenere effetti davvero positivi occorre una grande
sinergia tra tutte le componenti del nuovo sistema di governance del trasporto
pubblico regionale. Non si tratta di salvaguardare orti ed orticelli, ma di
saper remare tutti nella giusta direzione, la sola che possa scongiurare il
naufragio sugli scogli della mancanza di risorse.
Risorse che, lo ribadiamo, devono essere gestite in modo unitario per
non disperdersi in mille rivoli, ma essere spese con l’intento di creare sempre
nuove sinergie.
Vi sono poi altri punti che sono stati modificati secondo quanto da
noi suggerito:
- Nell’art. 1 è stato inserito il riconoscimento esplicito del “valore sociale, ambientale ed economico del Trasporto Pubblico Locale quale componente essenziale del sistema dei servizi pubblici locali e per garantire il diritto alla mobilità delle persone”.
- In vari altri punti la terminologia della legge è stata modificata per ricomprendere non solo la mobilità riferita alle aree urbane ma anche quelle dell’intero territorio regionale.
- Nell’art. 6, comma 3 i comitati dell’utenza sono stati inseriti tra i soggetti deputati ad esprimersi sul Programma dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale, con particolare riferimento ai servizi minimi, e anche nell’art. 10, comma 8, le realtà rappresentative dei consumatori e degli utenti sono tra i soggetti con i quali il Comitato si confronta.
- E’ stata accolta la nostra indicazione circa una più stretta collaborazione tra Agenzia regionale e ORT per rafforzarne le rispettive azioni di natura tecnica-gestionale (art. 11, comma 6, lettera f).
- Anche quanto da noi affermato circa la necessità di dare all’Agenzia la gestione delle risorse è stato recepito tramite il conferimento alla stessa delle funzioni di stazione appaltante.
- Circa il contratto di servizio (art. 15), registriamo positivamente il recepimento dell’emendamento che richiede la creazione da parte della Regione della Carta della Mobilità per indicare gli standard qualitativi minimi del servizio, gli indicatori per la loro misurazione ed i criteri per il relativo monitoraggio.
- Rispetto alla bigliettazione elettronica (art. 18), come da noi auspicato viene introdotta la necessità che venga fatta una valutazione complessiva dei costi e dei benefici del passaggio a questa modalità: obiettivi, valutazione e comparazione dei diversi modelli, investimenti in gioco, ricadute sull'utenza e tempistiche.
- E’ stata altresì accolta la nostra proposta di inserire nell’art. 18 un ulteriore comma, il n° 6, per promuovere tramite l’Agenzia l’integrazione tra le tariffe dei diversi mezzi di trasporto a livello regionale e locale.
- Circa l’Osservatorio Regionale dei Trasporti (art. 20), che come dicevamo è stato inserito tra gli organi dell’Agenzia, è stata accolta la nostra proposta di annoverare tra i suoi interlocutori anche le associazioni dei consumatori e degli utenti.
Tra i punti sui quali occorre lavorare ancora segnaliamo:
a) La
necessità di tenere distinti i ruoli politico (indirizzi, finalità), tecnico
(progettazione, organizzazione), gestionale (concorrenza, gare,
amministrazione finanziaria, coordinamento). Da questo punto di vista sarà
fondamentale l’elaborazione dello Statuto dell’Agenzia e dai collegati
regolamenti che hanno il compito di individuare proprio le attribuzioni e le
modalità di funzionamento degli organi (art. 11);
b) Occorre
dare concretezza all’integrazione funzionale, tariffaria e modale superando i
vari particolarismi aziendali e amministrativi;
c) La
necessità di integrare al meglio la pianificazione regionale con quella di tipo
provinciale, comunale e della città metropolitana, secondo parametri affatto
nuovi rispetto a quelli sino ad oggi adottati. L’Agenzia per la mobilità ha il
compito di raccordare le istanze territoriali espresse a livello politico-amministrativo
per tradurle in strumenti di pianificazione e di gestione.
d) Occorre
perseguire e realizzare sempre meglio l’effetto rete tra tutti i tipi di
trasporto per aumentare l’utenza e migliorare il rapporto costi-introiti da
tariffa pur abbassando il prezzo unitario dei biglietti;
e) Occorre
definire in modo più ampio i servizi minimi, indicando criteri generali
piuttosto che definirli sulla base di particolarismi (art. 4);
f) Non
è accettabile l’ipotesi di differenziare le tariffe di trasporto ferroviario in
base alla maggiore o minore domanda (art. 18). Tale segmentazione è possibile
unicamente per servizi “a mercato” ma non per quelli in regime di convenzionamento
con l’Ente Pubblico;
g) E’
necessario ampliare la platea degli utenti che beneficiano di agevolazioni
tariffarie (studenti, persone a basso reddito);
h) Bisogna
garantire la reale rappresentatività di tutti i territori in seno all’Agenzia e
al Comitato per la concertazione (artt. 10 e 11);
i) Circa
le competenze sugli impianti fissi (art. 13) chiediamo che nelle competenze
della Regione siano comprese anche le stazioni ferroviarie di competenza di RFI
(piccole stazioni) dato che sono in condizioni assai precarie, allo scopo di
rivitalizzarle e di dotarle di servizi al territorio;
j) La
progettazione e la pianificazione del servizio di trasporto pubblico siano
fatte in funzione delle esigenze dell’utenza e non in funzione delle esigenze
delle aziende erogatrici dello stesso (art. 15);
k) Occorre
al più presto definire e redigere la Carta della Mobilità (art. 15).
Complessivamente possiamo dire che il percorso di analisi e revisione
che si è svolto in questi lunghi mesi di elaborazione del testo, ha comportato
un reale confronto tra visioni e proposte, arrivando ad un risultato
significativo e ci piace pensare che anche il nostro piccolo, modesto
contributo abbia potuto concorrere al raggiungimento di questo traguardo.
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sabato 2 novembre 2013
Approvata la legge regionale sul trasporto pubblico in Liguria: varata l'Agenzia
La
nuova legge sul trasporto pubblico regionale è stata approvata. In
attesa di conoscere il testo definitivo, variato in sede di Consiglio
attraverso alcuni emendamenti, riproponiamo le nostre considerazioni
sulla bozza pervenutaci, così come sono state espresse alla Commissione
IV che ha esaminato il provvedimento.
Il nuovo DDL regionale sul trasporto pubblico locale, la lettura del testo conferma che siamo sulla strada giusta
domenica 6 ottobre 2013
6mila chilometri di ferrovie in abbandono
Le ferrovie in abbandono in Italia superano i 6mila chilometri e sono in continuo aumento. Sono misconosciute...
da Il Sole 24 Ore
di Paolo Panceri
Le ferrovie in abbandono
in Italia superano i 6mila chilometri e sono in continuo aumento. Sono
misconosciute o addirittura vicine alla scomparsa perché costano troppo e
portano pochi passeggeri. In proposito, oggi (venerdì 4 ottobre) a
Rimini si conclude il convegno di CoMoDo, la Confederazione per la mobilità dolce che
tutela l'ambiente e il paesaggio legati al recupero delle ferrovie in
abbandono. Fra queste ricordiamo la Sulmona-Castel di Sangro-Carpinone o
la Alba-Asti in Piemonte oppure la Avellino-Rocchetta Sant'Antonio in
Campania. Secondo i sostenitori di CoMoDo, difendere una ferrovia locale
è mantere in vita un riferimento per le comunità locali e avere una
grande possibilità di rilancio del turismo di pedoni, ciclisti e
appassionati di mobilità. In Europa ci sono già progetti operativi in
Svizzera e in Spagna, con la "Viàs Verdes". Il presidente di CoMoDo, Albano Marcarini.
Ferrovie, l’Europa boccia l’Italia “L’indipendenza non è garantita”
La Corte di Giustizia: Roma svincoli Rfi dal controllo del Ministero dei Trasporti, per ottimizzarne l’utilizzo
La legge italiana non consente di assicurare
l’indipendenza del gestore dell’infrastruttura ferroviaria, affidata a
Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, controllata al 100% dal gruppo Fs. È
quanto sostiene la Corte di giustizia dell’Unione Europea. L’Italia,
secondo la Corte di Lussemburgo, viola e non recepisce correttamente le
diverse direttive comunitarie sulla liberalizzazione del trasporto
ferroviario. L’Italia deve rendere il gestore dell’infrastruttura
ferroviaria Rfi indipendente dal Ministero dei Trasporti, per
ottimizzarne l’utilizzo.
domenica 29 settembre 2013
Il nuovo DDL regionale sul trasporto pubblico locale, la lettura del testo conferma che siamo sulla strada giusta
A seguito dell'esame della bozza di Legge Regionale sul trasporto pubblico locale, abbiamo avuto conferma di quanto anticipato in un precedente articolo, ossia l’introduzione dell’Agenzia regionale per il trasporto pubblico locale, che presuppone una tipologia di governance finalmente unitaria e integrata della mobilità ligure.
Lasciando alla lettura di dettaglio l'analisi dei diversi articoli della legge
e il raffronto con le sue precedenti versioni, possiamo dire, in
sintesi, che ci sembra positivo l'aver imboccato una strada, quella
dell'Agenzia appunto, che da tempo avevamo
individuato e proposto quale strumento efficace per pianificare le
scelte e
ottimizzare le risorse, migliorando i servizi.
Attendiamo di conoscere i
successivi passaggi per verificarne la concreta realizzazione ben consapevoli
che tale orientamento, da solo, non basta a garantire il successo
dell’operazione. Saranno cruciali i passi successivi che serviranno a definire
struttura e risorse dell’Agenzia per metterla in grado di pianificare il
servizio, di gestire i finanziamenti e di monitorare con attenzione i
risultati.
L'adozione
di questa nuova struttura gestionale dovrebbe servire a semplificare e
chiarire le rispettive competenze: se Giunta, Consiglio ed Enti
locali sono chiamati, come è giusto, a dare gli indirizzi politici di
fondo,
tali indirizzi devono trovare poi la loro realizzazione attraverso le
competenze presenti negli organismi tecnici e gestionali (ORT,
Segreteria tecnica del
Comitato, Agenzia) sulla base di analisi rigorose e di valutazioni che
permettano di scegliere il miglior servizio al miglior prezzo e con la
migliore
qualità possibile.
Elemento cruciale dell’adozione di un modello di governance del trasporto pubblico come quello appena descritto è quello della separazione dei diversi livelli di responsabilità (politica, tecnica, organizzativa). Solo se questa separazione verrà perseguita e realizzata concretamente sarà possibile rimediare alle molte distorsioni e inefficienze che hanno reso insostenibili i costi del servizio per gli enti locali e poco soddisfacente il livello qualitativo per gli utenti. (Cfr. "Un modello di governance del Trasporto Pubblico dell’Area Metropolitana Genovese").
A dire il vero, ci sembra che il sistema che la legge prefigura soffra ancora
di una certa “slegatura” tra le diverse componenti, che per sortire effetti
davvero positivi devono lavorare assieme creando una grande sinergia. Non
si tratta qui di salvaguardare orti ed orticelli, ma di saper remare tutti nella
giusta direzione, la sola che possa scongiurare il naufragio sugli scogli della
mancanza di risorse.
Risorse che, lo ribadiamo, devono essere gestite in modo unitario per non
disperdersi in mille rivoli, ma essere spese con l’intento di creare sempre
nuove sinergie.
Restano diversi punti che abbiamo evidenziato nel documento di dettaglio,
ma riteniamo che il cammino abbia finalmente intrapreso la strada giusta.
Complessivamente possiamo dire che, dopo due revisioni insoddisfacenti,
questa terza versione ci lascia ben sperare, e ci piace pensare che anche il
nostro piccolo, modesto contributo abbia potuto concorrere a migliorare il
risultato.
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