La
nuova legge sul trasporto pubblico regionale è stata approvata. In
attesa di conoscere il testo definitivo, variato in sede di Consiglio
attraverso alcuni emendamenti, riproponiamo le nostre considerazioni
sulla bozza pervenutaci, così come sono state espresse alla Commissione
IV che ha esaminato il provvedimento.
sabato 2 novembre 2013
domenica 6 ottobre 2013
6mila chilometri di ferrovie in abbandono
Le ferrovie in abbandono in Italia superano i 6mila chilometri e sono in continuo aumento. Sono misconosciute...
da Il Sole 24 Ore
di Paolo Panceri
Le ferrovie in abbandono
in Italia superano i 6mila chilometri e sono in continuo aumento. Sono
misconosciute o addirittura vicine alla scomparsa perché costano troppo e
portano pochi passeggeri. In proposito, oggi (venerdì 4 ottobre) a
Rimini si conclude il convegno di CoMoDo, la Confederazione per la mobilità dolce che
tutela l'ambiente e il paesaggio legati al recupero delle ferrovie in
abbandono. Fra queste ricordiamo la Sulmona-Castel di Sangro-Carpinone o
la Alba-Asti in Piemonte oppure la Avellino-Rocchetta Sant'Antonio in
Campania. Secondo i sostenitori di CoMoDo, difendere una ferrovia locale
è mantere in vita un riferimento per le comunità locali e avere una
grande possibilità di rilancio del turismo di pedoni, ciclisti e
appassionati di mobilità. In Europa ci sono già progetti operativi in
Svizzera e in Spagna, con la "Viàs Verdes". Il presidente di CoMoDo, Albano Marcarini.
Ferrovie, l’Europa boccia l’Italia “L’indipendenza non è garantita”
La Corte di Giustizia: Roma svincoli Rfi dal controllo del Ministero dei Trasporti, per ottimizzarne l’utilizzo
La legge italiana non consente di assicurare
l’indipendenza del gestore dell’infrastruttura ferroviaria, affidata a
Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, controllata al 100% dal gruppo Fs. È
quanto sostiene la Corte di giustizia dell’Unione Europea. L’Italia,
secondo la Corte di Lussemburgo, viola e non recepisce correttamente le
diverse direttive comunitarie sulla liberalizzazione del trasporto
ferroviario. L’Italia deve rendere il gestore dell’infrastruttura
ferroviaria Rfi indipendente dal Ministero dei Trasporti, per
ottimizzarne l’utilizzo.
domenica 29 settembre 2013
Il nuovo DDL regionale sul trasporto pubblico locale, la lettura del testo conferma che siamo sulla strada giusta
A seguito dell'esame della bozza di Legge Regionale sul trasporto pubblico locale, abbiamo avuto conferma di quanto anticipato in un precedente articolo, ossia l’introduzione dell’Agenzia regionale per il trasporto pubblico locale, che presuppone una tipologia di governance finalmente unitaria e integrata della mobilità ligure.
Lasciando alla lettura di dettaglio l'analisi dei diversi articoli della legge
e il raffronto con le sue precedenti versioni, possiamo dire, in
sintesi, che ci sembra positivo l'aver imboccato una strada, quella
dell'Agenzia appunto, che da tempo avevamo
individuato e proposto quale strumento efficace per pianificare le
scelte e
ottimizzare le risorse, migliorando i servizi.
Attendiamo di conoscere i
successivi passaggi per verificarne la concreta realizzazione ben consapevoli
che tale orientamento, da solo, non basta a garantire il successo
dell’operazione. Saranno cruciali i passi successivi che serviranno a definire
struttura e risorse dell’Agenzia per metterla in grado di pianificare il
servizio, di gestire i finanziamenti e di monitorare con attenzione i
risultati.
L'adozione
di questa nuova struttura gestionale dovrebbe servire a semplificare e
chiarire le rispettive competenze: se Giunta, Consiglio ed Enti
locali sono chiamati, come è giusto, a dare gli indirizzi politici di
fondo,
tali indirizzi devono trovare poi la loro realizzazione attraverso le
competenze presenti negli organismi tecnici e gestionali (ORT,
Segreteria tecnica del
Comitato, Agenzia) sulla base di analisi rigorose e di valutazioni che
permettano di scegliere il miglior servizio al miglior prezzo e con la
migliore
qualità possibile.
Elemento cruciale dell’adozione di un modello di governance del trasporto pubblico come quello appena descritto è quello della separazione dei diversi livelli di responsabilità (politica, tecnica, organizzativa). Solo se questa separazione verrà perseguita e realizzata concretamente sarà possibile rimediare alle molte distorsioni e inefficienze che hanno reso insostenibili i costi del servizio per gli enti locali e poco soddisfacente il livello qualitativo per gli utenti. (Cfr. "Un modello di governance del Trasporto Pubblico dell’Area Metropolitana Genovese").
A dire il vero, ci sembra che il sistema che la legge prefigura soffra ancora
di una certa “slegatura” tra le diverse componenti, che per sortire effetti
davvero positivi devono lavorare assieme creando una grande sinergia. Non
si tratta qui di salvaguardare orti ed orticelli, ma di saper remare tutti nella
giusta direzione, la sola che possa scongiurare il naufragio sugli scogli della
mancanza di risorse.
Risorse che, lo ribadiamo, devono essere gestite in modo unitario per non
disperdersi in mille rivoli, ma essere spese con l’intento di creare sempre
nuove sinergie.
Restano diversi punti che abbiamo evidenziato nel documento di dettaglio,
ma riteniamo che il cammino abbia finalmente intrapreso la strada giusta.
Complessivamente possiamo dire che, dopo due revisioni insoddisfacenti,
questa terza versione ci lascia ben sperare, e ci piace pensare che anche il
nostro piccolo, modesto contributo abbia potuto concorrere a migliorare il
risultato.
martedì 6 agosto 2013
Astuzia o semplice disagio?
Francamente la domanda mi è rimasta in testa. Una volta di fronte alla macchinetta emettitrice di biglietti posta nell'atrio della stazione ferroviaria di Riva Trigoso sono riuscito a procurarmi l'abbonamento nonostante non fosse abilitata l'opzione per il pagamento via contante. Grazie al cielo avevo la carta, ma quelli vicino a me, viaggiatori estemporanei e vacanzieri, avevano addosso solo le monete. Quindi sono saliti a bordo senza tagliando di viaggio!
Sul touch screen l'opzione contante con banconote o monete non è selezionabile ed avvisa di questo solo alla fine delle scelte di menu.
Chissà quale sarà la risposta corretta, ma certamente immaginare che l'assenza di contanti all'interno del marchingegno la renda decisamente meno appetibile verso eventuali furti potrebbe far riflettere.
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca (cit. Giulio Andreotti). ensieriParole
venerdì 7 giugno 2013
L'odiessea dell'11254
Vi narro un punto di vista, non la verità assoluta, poichè eravamo centinaia, ed ognuno potrebbe raccontare aspetti interessanti e differire dalla mia narrazione.
Si parte puntuali a Sestri Levante.
Si parte puntuali a Sestri Levante.
Una volta superata la stazione di Santa Margherita Ligure un treno Freccia Bianca che ci incrocia strombazza in maniera anomala, il nostro convoglio risponde e dopo pochi istanti inchioda. Ok, talvolta succede.
Come accade di solito tra i passeggeri, dopo alcuni minuti di tranquillità, iniziano a serpeggiare le ipotesi più disparate, dal tragico "Abbiamo buttato sotto qualcuno" al più scherzoso "avremo bucato!".
L'attesa si protrae, l'altoparlante del convoglio annuncia una pronta ripartenza alle 7.35. I passeggeri si placano un poco, ma mancando pochi minuti il fremito è palpabile.
All'ora preannunciata non accade nulla, ma pochi istanti dopo si ascolta un nuovo avviso, quello che Trenitalia sta intensificando i controlli sui biglietti. Scoppia l'ilarità, vista la situazione, ma è solo un momento.
L'orologio corre implacabile, e non accade nulla. Molti si spazientiscono, ci viene comunicato di non scendere, ma con i finestrini bloccati, l'aria condizionata spenta, insomma, si soffoca. Viene richiesto l'intervento urgente di un medico in ultima carrozza, accorrono tantissime persone. Tutti dottori? No, solo alcuni, gli altri erano solo curiosi (complimenti). Dopo altra, lunga attesa l'altoparlante blatera ancora, ovvero che si sta preparando una discesa sicura.
Siamo fermi in un punto dove la massicciata crea un bel dislivello rispetto all'ultimo gradino dei vagoni e quindi bisogna stare molto attenti durante la fase di discesa. L'attesa si fa snervante e molti perdono il controllo e seguono la massa. Quindi si vedono fiumi di persone che vaga avanti ed indietro.
A questo punto è chiaro, lampante che in una situazione di emergenza, un solo capotreno (o controllore se siete legati alle vecchie nomenclature) è impotente ed in gravissima difficoltà per verificare tutto e tutti. Già avrà avuto i problemi legati al materiale rotabile, un contatto telefonico continuo con la centrale operativa ed in più quel migliaio di passeggeri da controllare e non tutti sereni. Mi domando cosa sarebbe successo nel caso di un'emergenza più rilevante, tipo un incendio. Meglio non pensarci?? Con questo non voglio assolutamente colpevolizzare il capotreno che, a quanto so, si è attivato sia per la persona che non stava bene, sia per imporre l'ordine, solo che non poteva essere in ogni luogo contemporaneamente.
Ci è stato intimato di non scendere verso monte, poichè si sarebbe sbarcati dal lato in cui transitavano i treni.
Una volta arrivati i vigili del fuoco è iniziata la discesa "ufficiale" in sicurezza dall'ultima carrozza, con i ragazzi in divisa pronti a prendere in braccio tutti i meno agili e sicuri affinchè non si facesse male qualcuno. Tuttavia si vociferava che una persona, scendendo probabilmente da un'altra porta (giacchè erano tutte aperte o apribili) sia caduta malamente con ovvie conseguenze.
E poi via tutti in fila indiana sul ghiaione per raggiungere il marciapiede dei binari di Santa Margherita. Nel frattempo arrivava anche un ambulanza. Il passeggero che si era sentito male in ultima carrozza quanto ha dovuto attendere? Mezz'ora? Non ho preso il tempo perfettamente, ma di certo è stato troppo!
Che dire una volta giunti "in salvo"? Gli annunci degli altoparlanti della stazione non si sentivano forti e chiari...anzi! Dove si sale? Ecco un treno notte fermo, pronto per essere assaltato.
Mi fiondo in coda e salgo dall'ultima porta disponibile. Tre gradini e poi una calca allucinante e comprensibile. Finestrini chiusi ed un'odore di chiuso piuttosto intenso. Ok, le sardine ci sono quasi tutte e si parte, ma poi ci si riferma. Si soffoca, qualcuno preme il tasto dell'apertura porte, vedendo una passeggera in piedi sbiancare al limite dello svenimento. Apriti cielo. Dopo un attimo arriva un controllore pronto a battagliare. Inizia una scaramuccia verbale, salgono i toni, il treno non parte, poi si avvia piano piano. A mano a mano le discussioni tra le opposte fazioni si placano e si giunge a destinazione stressati, sudati e frustrati perchè consapevoli che queste situazioni, grazie a tagli tagli tagli ed ancora tagli, soprattutto con l'approssimarsi del gran caldo, peggioreranno divenendo più frequenti.
domenica 5 maggio 2013
Disagi in vista sulla linea La Spezia - Genova: si preannunciano ritardi per lavori
Augurandoci
che i lavori annunciati portino meno disagi possibili, ecco di seguito
quanto comunicato da RFI per questi interventi "a sorpresa".
FS ITALIANE,
LIGURIA: MODIFICHE ALLA CIRCOLAZIONE PER INTERVENTI DI POTENZIAMENTO
INFRASTRUTTURALE
- nella stazione di La Spezia
- domenica 5 e le notti 4/5, 5/6 e 6/7 maggio
- gli interventi proseguiranno per tutto il mese di maggio
Genova,
3 maggio 2013
Nel
mese di maggio Rete Ferroviaria Italiana realizzerà alcuni interventi di
potenziamento infrastrutturale della linea ferroviaria nella stazione di La
Spezia.
Per
consentire i lavori sono previste modifiche di circolazione.
In
particolare, fra la notte di sabato 4 e la mattina di domenica 5 maggio
i Regionali 24452 La Spezia (8.30) – Monterosso e 24453 Monterosso (9.15) – La
Spezia saranno cancellati, mentre i Regionali 24485 Sestri Levante
(7.42) - La Spezia, 24548 La Spezia (7.55) - Genova Brignole e l’IC 658 Livorno
(5.26) – Milano viaggeranno con un ritardo compreso fra 15 e 25 minuti.
I Regionali 11317 Savona (21.11) – La Spezia e 24482 La Spezia (0.50) –
Sestri Levante potranno ritardare fino a 75 minuti la partenza,
rispettivamente, da Corniglia e da La Spezia.
Inoltre,
le notti tra domenica 5 e martedì 7 maggio i Regionali 11317 Savona
(21.11) – La Spezia e 24482 La Spezia (0.50) – Sestri Levante potranno ritardare
fino a 105 minuti la partenza, rispettivamente, da Corniglia e da La
Spezia.
Infine,
fino a venerdì 31 maggio i treni in arrivo/partenza e con fermata
nella stazione di La Spezia potrebbero subire ritardi fino a 10
minuti.
Informazioni
nelle biglietterie, negli uffici assistenza delle principali stazioni
ferroviarie e sui new media del Gruppo FS Italiane (FSNews.it e FS News Radio).
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